Da Nord a Sud

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La scorsa estate io e la mia fidanzata Rebecca abbiamo fatto un viaggio stupendo, molto probabilmente il più bello fatto finora insieme. Nessuno dei due era mai stato nel Sudest Asiatico ma alcuni amici ci avevano parlato così bene del Vietnam che, dopo qualche ricerca in internet, abbiamo deciso che avremmo passato lì le nostre vacanze.

Siamo atterrati ad Hanoi nel pomeriggio e subito siamo entrati a contatto con quella che sarebbe stata una delle peculiarità del Vietnam: il traffico. Fino a quando siamo stati a bordo del taxi tutto sembrava caotico ma superabile, il problema è però giunto non appena siamo usciti dall’albergo per andare a cenare ed abbiamo dovuto attraversare da soli una strada. Siamo rimasti fermi immobili a bordo strada, forse anche un po’ complice la stanchezza del viaggio in aereo, per almeno 10 minuti. Un po’ spaventati e sorpresi dall’incessante fiume di motorini, biciclette ed auto che sfrecciavano senza mai urtarsi (e senza mai smettere di suonare il clacson), osservavamo come i vietnamiti si buttassero in strada quasi senza guardare ed attraversassero senza problema alcuno. Più volte sia io che Rebecca abbiamo chiuso gli occhi credendo che i motorini, a volte con a bordo intere famiglie, avrebbero investito i pedoni che stavano attraversando quel “fiume in piena”, ma poi niente, i motorini passavano loro attorno come se niente fosse. Avevamo quasi deciso di rinunciare a quell’impresa, che a noi sembrava impossibile, quando una coppia di ragazzi che aveva intuito il nostro problema, si è avvicinata e, in un inglese scolastico, ci ha detto di attraversare con loro. Presi letteralmente sottobraccio abbiamo iniziato a camminare e nel giro di venti secondi eravamo dall’altra parte sani e salvi.

I due ragazzi poi, oltre a spiegarci le varie “regole” per attraversare le strade, ci hanno anche indicato un ristorante locale dove avremmo potuto mangiare un ottimo (e avevano ragione!!!) Com Tay Cam, che consiste in un piatto di riso coi funghi, pollo e maiale aromatizzato con lo zenzero. Il secondo giorno ci siamo svegliati presto e, dopo una bella passeggiata in uno dei numerosi parchi per vedere le persone fare ginnastica e t’ai chi prima di andare a lavorare, ci siamo diretti verso il Quartiere Vecchio per esplorare le innumerevoli botteghe e scovare qualche oggetto da portarci a casa come souvenir.

Prima di inoltrarci nel cuore del Quartiere Vecchio siamo andati però alla ricerca delle grandi tartarughe che, secondo una leggenda, dovrebbero abitare nel Lago Hoan Kiem, anche chiamato Lago della Spada Restituita. Si dice infatti che avvistarne una porti fortuna ma ahimé nessuna di loro è emersa davanti ai nostri occhi e all’obiettivo della nostra macchina fotografica. Dopo aver gironzolato per le strette vie del Quartiere Vecchio ci siamo fermati presso uno dei bar ed abbiamo pranzato contemplando l’incessante via vai delle persone e dei turisti che ci passavano davanti. Il pomeriggio è stato dedicato ad uno dei monumenti più famosi della città: il Tempio della Letteratura, luogo estremamente tranquillo e rilassante, che, oltre ad essere stata la sede della prima università del Vietnam, rappresenta anche uno splendido esempio di architettura tradizionale vietnamita.

Alcuni ragazzi olandesi conosciuti in giro per Hanoi ci hanno poi consigliato di uscire dalla città e di effettuare un’escursione alla scoperta di Hoa Lu, antica capitale del Vietnam, e delle grotte di Tam Coc. Non avevamo letto nulla di quei due posti ma siamo stati fortunati ad andarci perché è stata una giornata stupenda. Il verde della natura ed il grigio, il rosso e l’oro dei templi di Hoa Lu hanno fatto da sfondo a centinaia di nostre foto. Dell’antico splendore rimangono solo due templi ma l’atmosfera mistica che si respira è qualcosa di travolgente e fortemente presente e la pioggerellina che è scesa durante la giornata non ha fatto nient’altro se non aumentare la spiritualità del luogo. Che dire poi dei paesaggi mozzafiato di Tam Coc? E di Quy, la nostra simpatica barcaiola che, oltre a dar prova di grande maestria nel remare con i piedi la nostra canoa, ci ha insegnato qualche frase in vietnamita? Sicuramente una giornata indimenticabile.

Dopo un’ulteriore giornata alla scoperta di Hanoi abbiamo poi preso un volo per Huè. La città è attraversata dal Fiume dei Profumi, le cui acque abbiamo deciso di solcare a bordo della tipica imbarcazione “a dragone”, così chiamata a causa dei motivi della prua. Con l’escursione in barca abbiamo visitato la Pagoda di Thien Mu con all’interno le statue del Buddha del passato, del presente e del futuro, ed alcune tombe imperiali, tra cui la maestosa Tomba di Tu Duc, dove il legno scuro del Padiglione Xung Khiem e del Molo Du Khiem, il legno chiaro con tracce di colore della porta Khiem Cung e i mattoni consunti dei muretti creano un effetto di straordinario inserimento dell’architettura in un contesto paesaggistico di rara quiete e bellezza.

Ma a Huè non vi sono solamente pagode ed edifici, ma anche ristoranti e piatti tipici. La sera non vi era nulla di meglio se non andare alla ricerca dei migliori ristoranti della città consigliatici dal proprietario della nostra guesthouse ed assaggiare così delle vere e proprie prelibatezze. Ancora sento il sapore dei teneri gamberetti e della carne di maiale avvolti nelle foglie di banano oppure della zuppa di tagliolini con pasta di granchio.

Ultima tappa del nostro viaggio è stata Saigon o, come si chiama ora, Ho Chi Minh City. Se Hanoi ci era sembrata caotica e movimentata era perché non eravamo ancora stati a Ho Chi Minh City, la più grande città del Vietnam. Ormai consapevoli dei trucchi e dei consigli su come affrontare il traffico delle strade e la confusione dei mercati ci siamo divertiti moltissimo ad esplorare questa brulicante metropoli. Abbiamo deciso di fare un giro della città a bordo di uno dei numerosi cyclo (i tipici risciò a tre ruote) e, appena scesi in strada, è subito è iniziata la contrattazione. Dopo neanche un minuto avevamo concordato il prezzo ed iniziato quella che sarebbe stata una la giornata più istruttiva e divertente della nostra vacanza.

Dung, il conducente del nostro cyclo, si è rivelata una guida espertissima e ci ha condotti nei principali luoghi della città. Dopo un paio di fermate ai diversi templi e pagode, alla Cattedrale di Notre-Dame e all’Ufficio postale, siamo arrivati al Mercato di Binh Tay, il più importante mercato coperto di Cholon, il quartiere cinese della città. Pensavamo di rimanere solo per poco tempo, fare un giro e scattare qualche foto, ma poi siamo rimasti affascinati dai colori e dagli odori della moltitudine dei prodotti esposti e ci siamo rimasti per due ore. Sacchi colmi di molteplici tipi di pasta, funghi e vegetali essiccati, bottigliette delle bevande più strane… a distanza di quasi un anno non abbiamo ancora finito di ordinare tutte le foto fatte quel giorno. La parte migliore della giornata doveva però ancora arrivare.

All’uscita dal mercato abbiamo incontrato nuovamente Dung (che ci stava molto probabilmente aspettando) ed abbiamo deciso di continuare a gironzolare sul suo cyclo alla scoperta della città. Dung mi ha anche chiesto se volessi provare a pedalare e condurre il cyclo. Come dire di no? Abbiamo fatto cambio di posto e, mentre lui continuava a raccontare a me e Rebecca della sua vita e a segnalarci caffè e ristoranti dove poter andare la sera, io provavo a pedalare nel traffico urbano. Pensavo che fosse molto più facile ma mi sono accorto presto che, oltre alle numerose buche sull’asfalto da evitare, il risciò non era affatto leggero e dopo una decina di minuti, Dung è venuto in mio aiuto e ci siamo nuovamente scambiati di posto, tra le risate di Rebecca che ancora oggi mi prende in giro per la mia deludente performance ciclistica quando raccontiamo agli amici del nostro viaggio.

Verso le cinque abbiamo poi deciso di invitare Dung ad una birra fredda ed insieme siamo andati in un bar di un suo amico. Le Ba Ba Ba (una birra locale) sono diventate tre e senza accorgercene, avevamo cenato e fatto amicizia con sei vietnamiti conoscenti di Dung. Non avremmo potuto passare una giornata migliore.

Purtroppo la vacanza era finita ma non dimenticheremo mai i nuovi cibi assaggiati, i meravigliosi paesaggi fotografati e soprattutto le innumerevoli persone conosciute e siamo sicuri che prima o poi torneremo a viaggiare in questo stupendo Paese.