Popolazione

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I vietnamiti sono un popolo molto orgoglioso, con un forte senso dell’identità nazionale. Questa caratteristica si è formata e rafforzata per effetto della storia del Paese: l’aver respinto i tentativi di invasione cinese e francese e considerarsi l’unico Paese al mondo che ha saputo resistere e cacciare gli americani, ha alimentato ulteriormente questo orgoglio.

 

Come in altri stati dell’Asia, la vita si svolge intorno alla famiglia. Spesso diverse generazioni possono vivere assieme. La transizione da paese agricolo a paese industriale ha prodotto un effetto di migrazione interna, che si traduce con la fuga verso i grossi centri abitati. Le donne rappresentano il 52% della forza lavoro del Paese ma non occupano mai posizioni di rilievo. In più, secondo stime del 2004, il Paese è al 13° posto nel mondo per popolazione totale, con i suoi più di 80 milioni di abitanti. Può contare inoltre su un tasso di natalità molto alto. Un terzo del Paese ha meno di 20 anni.

 

La popolazione vietnamita per l’84% è formata da vietnamiti (i viet, o kinh, suddivisi in sei gruppi principali: karen, hmong, lahu, mien, akha, lisu) e per un 2% da cinesi; il resto della popolazione è composto da  minoranze Khmer, Cham (discendenti dell'antico regno di Champa, di cultura indiana)  e da un’altra cinquantina di gruppi etno-liguistici (anche conosciuti come montagnard, ossia “montanari” in francese).

 

L’etnia vietnamita è concentrato nei delta alluvionali e nelle pianure costiere ed esercita il pieno controllo sulla vita del Paese grazie alla posizione culturale dominante e al controllo delle attività politiche ed economiche. Le altre minoranze etniche abitano invece per lo più sugli altipiani e nelle zone montuose.




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