Vietnam del nord

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Mi ricordo ancora quando due anni fa in un bar di Vientiane (la capitale del Laos), Andrea, Matteo ed io abbiamo deciso che il nostro prossimo viaggio sarebbe stato nel Nord del Vietnam e così, l’estate scorsa, dopo aver preso qualche informazione in internet e sulle guide turistiche, abbiamo comprato un volo di andata e ritorno per Hanoi e siamo partiti all’avventura. Siamo arrivati nella capitale in serata e, dopo aver lasciato i bagagli in albergo, siamo usciti alla ricerca di un ristorantino dove cenare. Siamo stati subito travolti dall’energia e vitalità della città e quasi quasi siamo anche stati travolti da uno dei numerosissimi motorini che sfrecciano zigzagando attorno ai temerari passanti che stanno attraversando la strada. A detta di molti sembra che il trucco sia camminare continuamente e lentamente ed i motorini faranno il resto, ossia ti schiveranno all’ultimo. Dopo una deliziosa cena a base di bun cha (vermicelli di riso con maiale arrosto e verdure) e chao tom (canna da zucchero alla griglia avvolta in pasta piccante di gamberetti) siamo andati in uno dei numerosi bar per bere una 333, una birra locale vietnamita. Eravamo ad Hanoi da poche ore e già decine di persone avevano cercato di venderci un’escursione alla baia di Halong. Continuavamo a dire di no, che eravamo appena arrivati ma dopo l’ennesimo no, ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto: perché no? In fondo potevamo visitare Hanoi prima di andare a Sapa, nel nordovest del Paese. Abbiamo quindi deciso di partecipare ad un’escursione di tre giorni alla scoperta di uno dei luoghi più famosi del Vietnam, decretato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1994 e attualmente inserito nella lista delle località finaliste al concorso per l’elezione delle nuove sette meraviglie della natura. Oltre 3000 isolotti calcarei (che secondo la leggenda sono stati creati da un grande drago che viveva sulle montagne), acque color smeraldo, grotte con stalattiti e stalagmiti dai colori psichedelici, piccole abitazioni galleggianti dai colori pastello, barche di tutte le forme e dimensioni, camminate attraverso le risaie, nuotate nelle rinfrescanti acque della baia, fantastiche cene a base di pesce sul ponte dell’imbarcazione mentre si ammira il calar del sole, tranquille chiacchierate sotto a un cielo stellato … non è difficile capire perché così tanti vietnamiti vengano qua a passare il fine settimana. Una volta tornati nella capitale abbiamo visitato il complesso del Mausoleo di Ho Chi Minh, un’area chiusa al traffico in cui si trovano parchi, monumenti e edifici. Particolare importanza ricopre ovviamente il grande mausoleo in granito grigio che conserva in una bara di vetro il corpo imbalsamato del rivoluzionario, primo ministro ed infine presidente vietnamita. Vicino al mausoleo vi è poi la famosa Pagoda con Una Sola Colonna dove ci siamo divertiti a farci fotografare insieme alle famiglie vietnamite. Dopo un paio di giorni ad Hanoi era arrivato il momento di iniziare il tanto atteso trekking nel nord ovest del Vietnam alla scoperta delle varie etnie che abitano questa parte del Paese. Abbiamo seguito il consiglio che avevamo letto nelle guide turistiche e siamo partiti per Sapa ad inizio settimana in modo da evitare così l’arrivo della maggior parte dei viaggiatori che arrivano quassù durante il weekend. In questo modo, oltre ad ottenere prezzi più bassi per le sistemazioni, abbiamo anche avuto più facilità ad entrare in contatto con i locali. Una delle serate più divertenti è stata quella passata insieme al proprietario della nostra pensione a sorseggiare del vino di riso e ad ascoltare le storie di ex turisti che erano stati da quelle parte negli anni precedenti. Prima di tornare ad Hanoi ci siamo poi dedicati allo shopping che da queste parti è particolarmente interessante, soprattutto per persone come me che amano partire con lo zaino mezzo vuoto e tornarsene con abiti etnici che fuoriescono da ogni tasca …
Dopo aver visitato il nord era il momento di scendere al sud e di rivedere quel grande fiume, il Mekong, che tanto ci aveva affascinato nel nostro viaggio precedente. Appena atterrati ad Ho Chi Minh City abbiamo infatti deciso di dirigerci immediatamente verso il Delta del Mekong e di lasciare la capitale del Vietnam come ultima tappa del nostro viaggio. Abbiamo noleggiato tre motociclette e ci siamo diretti verso il villaggio di Vinh Long, dove avevamo deciso di soggiornare presso una famiglia. E’ stato più facile di quello che pensavamo trovare sistemazione dato che al molo vi erano parecchie persone che organizzavano questo tipo di soggiorno. Pensavamo di fermarci solamente per due notti ma poi ci siamo trovati così bene che abbiamo prolungato di altre cinque notti. E’ stata una settimana stupenda: durante il giorno andavamo a visitare i numerosi mercati galleggianti con le loro barche cariche di frutta ed ortaggi oppure salivamo sulle nostre motociclette e andavamo in giro per le strade di campagna ad ammirare le risaie; la sera tornavamo a casa per cenare insieme alla famiglia che ci ospitava. Due sono i ricordi che non potrò mai dimenticare: il primo è stato quando, la mattina del terzo giorno, usciti dalla camera la mattina presto, abbiamo visto un gruppetto di bambini (tra cui i 3 figli della famiglia presso la quale dormivamo) che nuotavano e giocavano nell’acqua scura del fiume. Dopo neanche tre secondi Matteo si era già buttato in acqua ed io e Andrea lo abbiamo seguito a ruota. Abbiamo iniziato a spruzzarci e a giocare con i bambini, che oramai ci conoscevano abbastanza bene, e quando siamo usciti dall’acqua ci siamo accorti che era passata più di un’ora. Da quel giorno il bagno nel fiume coi bambini prima di andare a fare colazione era diventato un rituale a cui non volevamo rinunciare. L’altra esperienza indimenticabile è stata quando abbiamo accompagnato Duc, il padre della famiglia dove soggiornavamo, al mercato dove lui si recava ogni mattina per vendere frutta. Abbiamo passato tutta la mattina a vendere frutta alle barche dei turisti che passavano … è stato divertentissimo … i turisti erano un meravigliati  nel vedere tre italiani con i tipici cappelli vietnamiti a cono ma, a detta di Duc, avevamo fatto un ottimo lavoro e quindi, sulla via del ritorno ci siamo fermati a comprare una bottiglia di vino di riso con la quale abbiamo brindato tutti insieme la sera a cena. Il tempo a nostra disposizione era quasi finito ed ancora non avevano visto nulla di Ho Chi Minh City e quindi, seppur tristi di salutare i nostri nuovi amici, siamo ripartiti alla volta della capitale. Appena arrivati siamo andati subito a restituire le moto che avevamo noleggiato anche perché guidare per le vie della città è praticamente impossibile. Il traffico di Ho Chi Minh City fa infatti sembrare Napoli un piccolo paesino di campagna. Una volta restituite le moto ci siamo subito avventurati a piedi nel quartiere cinese di Cholon per visitare le numerose pagode e comprare dipinti ad olio, lacche e piccole ceramiche, da portare come souvenir ad amici e parenti. Un altro viaggio stupendo, chissà dove saremo la prossima estate … tante idee e tante mete possibili, forse la sola certezza è che l’Asia oramai ci ha conquistati.