Vietnam e mare

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Io e Laura siamo appena tornati dalla nostra luna di miele in Vietnam e stiamo già pensando a quando torneremo laggiù per vedere anche la parte centro-settentrionale, dato che questa volta abbiamo visitato “solo” la parte meridionale. La nostra avventura è iniziata quando siamo atterrati all’aeroporto Tan Son Nhat di Ho Chi Minh City che, con i suoi oltre 6 milioni di abitanti, è la città più grande del Vietnam. Dopo aver ritirato il bagaglio abbiamo subito incontrato il ragazzo dell’albergo che era venuto a prenderci per condurci alla nostra sistemazione; “benvenuti in Vietnam” ci ha detto sorridendo, ed abbiamo capito che sarebbe stato un altro viaggio pieno di esperienze indimenticabili. Un po’ stanchi e scombussolati dal viaggio e dal fuso orario, siamo entrati nel taxi ma siamo stati subito svegliati dall’incessante suonare dei clacson e dallo sfrecciare dei motorini. Ho Chi Minh City è un favoloso mix di antico e moderno, di esotico e mondano, di alti grattacieli e antichi templi. Il primo giorno lo abbiamo dedicato quasi interamente alla visita del quartiere cinese di Cholon e delle sue innumerevoli pagode, tra cui quella di Thien Hau, dedicata alla dea del mare protettrice dei pescatori e dei marinai. Appena entrati la nostra curiosità è stata subito attratta dalle numerose spirali appese al soffitto e dall’odore dell’incenso. La nostra guida ci ha spiegato che sulle spirali di incenso vengono attaccati dei cartellini dove viene scritto un desiderio o una preghiera, dopodiché vengono appese al soffitto e lasciate bruciare anche per intere settimane. Siamo rimasti un bel po’ ad osservare i cinesi intenti nelle loro preghiere e nei loro rituali, quasi come se l’atmosfera mistica creata dai loro movimenti ripetitivi e dal fumo dell’incenso ci avessero completamente  ipnotizzato. All’uscita dal tempio Laura, da grande appassionata, ha poi scattato centinaia di foto ai coloratissimi fregi in ceramica del tetto. Dopo la visita di Cholon ci siamo diretti verso la cattedrale di Notre-Dame. E’ stato curioso passare dall’osservare templi e pagode cinesi al trovarsi di fronte a questa grande chiesa rossastra in stile neoromanico, con due alte guglie di ferro e una bianca statua della Vergine Maria davanti all’entrata. Dopo aver passato i primi giorni nella metropoli siamo andati a fare una crociera di due giorni alla scoperta del Delta del Mekong a bordo del Song Xanh Sampan, una tipica imbarcazione vietnamita che racchiude perfettamente l’avventura di una navigazione su fiume ed il confort di una sistemazione in una camera d’albergo. La cena servita sul ponte al calar del sole è stato poi uno di quei momenti romantici che non dovrebbero mai mancare in una luna di miele: il cielo che si tinge di rosso, il dolce rumore dell’acqua, il leggero dondolio della barca, alcuni piatti con le prelibatezze locali e due bicchieri con cui brindare con la persona che ami … cosa si può chiedere di più? La mattina seguente siamo saliti su una piccola barca a remi e ci siamo avventurati alla scoperta del coloratissimo mercato locale di Cai Rang, la cui caratteristica principale è che si svolge a bordo di decine e decine di barche dalle diverse dimensioni. Qui le barche sono spesso come una seconda casa e sono sempre attrezzate per ogni evenienza: alcune mostrano stoviglie, altre sono attrezzate con semplici amache per la siesta mentre altre hanno vestiti o panni appesi. Non ci saremmo mai stancati di girovagare per il mercato, acquistare la frutta (freschissima e buonissima!!!) ed osservare i vietnamiti costantemente indaffarati a spostarsi, comprare e caricare la merce sulla propria imbarcazione ma il programma della giornata aveva ancora molte belle sorprese per noi. Dopo aver raggiunto un altro villaggio siamo scesi a terra e, questa volta a bordo di due biciclette, ci siamo avventurati lungo le rive dei canali per avvicinarci e conoscere più a fondo la vita della popolazione locale. Mentre Laura era ferma come al solito per fare delle fotografie, tre donne che stavano piantando il riso non lontano da noi si sono fermate e si sono avvicinate per mostrarci le piccole piantine. Seppure loro non parlassero inglese e noi non parlassimo vietnamita non è stato poi così difficile capirci ed in pochi istanti ero sceso dalla bicicletta, mi ero tolto i sandali e stavo provando a piantare le piantine dietro i consigli ed i sorrisi delle tre donne. Purtroppo non siamo riusciti a capire se avessero o meno un indirizzo internet per spedire loro le fotografie fatte insieme, ma abbiamo deciso di inviarle alla nostra guida e lui avrebbe provveduto a portargliele durante un altro tour. Diversa tipologia d’escursione, ma altrettanto interessante, è stata quella a Cu Chi, divenuta una famosa località turistica per la presenza di una vastissima rete di tunnel usati dai viet cong durante la guerra del Vietnam. Pur essendo passati diversi decenni dalla fine della guerra si riesce ancora ad intuire quello che deve essere successo ed il peso della storia e della tragedia è così forte che è difficile non restare in silenzio durante le spiegazioni della guida, soprattutto quando si sente delle conseguenze che le bombe hanno avuto e tuttora hanno sulle persone e sull’ambiente. La seguente tappa del nostro viaggio è stata la fresca e “francese” Dalat. Grazie ai suoi 1475 metri di altezza sul livello del mare, alla sua temperatura compresa tra i 15 ed i 24 gradi durante tutto l’anno, alle sue cascate, ai laghi, ai giardini e alle foreste di pini, è facile capire perché questa città sia anche conosciuta come la “città dall’eterna primavera” o la “città dell’amore” e perché sia meta di molte coppie vietnamite che, proprio come me e Laura, vengono qua in luna di miele. Durante il giorno abbiamo visitato la pagoda Truc Lam, il palazzo estivo dell’imperatore Bao Dai e la vecchia stazione ferroviaria, mentre la sera ci siamo goduti un romantico giro in barca sul lago Xuan Huong ed una passeggiata per il mercato locale per provare qualche nuovo piatto vietnamita, fare un po’ di shopping e farci fotografare sotto ad una riproduzione illuminata (di dimensioni minori) della Tour Eiffel!!! Il giorno seguente siamo andati a vedere le cascate Prenn ed il lago Tuyem Lam, dove abbiamo fatto un bellissima escursione in kayak. Siamo anche andati al villaggio di Lat, famoso per le sue case costruite su palafitte e le sue numerose etnie. Abbiamo mangiato qualcosa dalle bancarelle e poi siamo stati avvicinati da un gruppetto di bambini curiosi che hanno fatto sfoggio del loro inglese e noi, ugualmente curiosi, abbiamo chiesto loro di insegnarci qualche parola in vietnamita. Presto si sono aggiunti altri bambini e adulti ed abbiamo iniziato un “dialogo” mischiando varie lingue e dialetti. Dopo le innumerevoli foto di rito ci siamo salutati e sulla via del ritorno Laura ha deciso di comprarsi una macchina fotografica polaroid non appena tornata a casa in Italia … troppo difficile andarsene senza poter lasciare qualche foto ricordo ai bambini … ma anche questa volta cercheremo di far aver loro qualche foto tramite qualche agenzia di Dalat. Ultima tappa del nostro viaggio è stata Nha Trang in modo da concludere con mare e relax la nostra avventura. Vi è forse un modo migliore per terminare una luna di miele se non facendo un’immersione (sia io che Laura siamo esperti subacquei) e scambiarsi un anello (ovviamente non la fede nuziale) nelle profonde acque vietnamite? E vi è un pasto più strano per terminare un viaggio in Vietnam se non una zuppa con dentro un nido di rondine? Sicuramente non dimenticheremo mai questo viaggio, le persone stupende che abbiamo conosciuto ed i luoghi magici che abbiamo visto.